Le origini
La sostenibilità della vita è possibile solo rendendo visibili i fili che ci collegano al mondo e agli altri
Fu al cinema, a 7 anni, nel 1977, la prima volta. La prima volta in cui provai la trepidazione di un’esperienza immersiva. Oltre all’emozione del film, Guerre Stellari, che avrebbe poi segnato un’intera generazione, ero rimasto stregato dalla potenzialità del cinema, quell’oggetto misterioso che si era riempito di luci dominando il buio, trasportandoci direttamente all’interno dei nostri sogni e delle nostre fantasie.
Una sera di fine inverno di molti anni dopo, all’uscita del laboratorio dell’Università di Bologna, sulla sommità di una collina, successe ancora. Osservando la città attraverso un’aria trasparente che elettrizzava le prime stelle, ebbi la sensazione che le luci vibranti di strade e palazzi stessero rappresentando un organismo vivente, un unico sistema elettrico fatto di persone e cose in costante interazione. Fu allora che decisi di sviluppare un modello per descrivere gli impatti ambientali con la stessa precisione con cui si studia la stabilità di un ponte o di un circuito elettrico.
Passati molti anni da quel Natale, abbiamo creato un team internazionale di ricercatori, istituzioni e organizzazioni per far diventare realtà la mia visione: così è nato QCumber, una meta-piattaforma che permette di migliorare la sostenibilità nelle relazioni tra persone, imprese e società, in cui il centro di interesse è il benessere degli ecosistemi e la promozione di una visione collaborativa della governance in ogni paese, città e nazione del mondo.
Dedichiamo QCumber a chi ogni giorno ha il coraggio straordinario di credere che sia possibile migliorare la convivenza su questo pianeta.
Giuseppe Magro, CEO QCumber
